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Fetival Nomade: Viaggio Mauritania 1/12/2024-10/12/2024

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GIORNO 1: ITALIA – NOUAKCHOTT

Partenza dall’Italia e arrivo a Nouakchott in tarda serata.
Trasferimento e sistemazione in hotel per il pernottamento.

GIORNO 2: NOUAKCHOTT – AKJOUJT – AZWEIGA

Partenza da Nouakchott per Akjoujt, pique nique lungo il percorso.
Attraverso paesaggi diversi, tra dune e piste, si arriva all’Amatlich, celebre tappa della Parigi-Dakar, dove le dune sembrano un budino gigantesco e sono tra le più spettacolari di tutto il Sahara, per poi sistemare il bivacco sotto le grandi dune di Azweiga.
Pernottamento in campo libero.

GIORNO 3: AZWEIGA – VALLEE BLANCHE- TERJIT – CHINGUETTI

Dune, sabbia e tanto off-road ci regaleranno una bella giornata nel cuore del deserto ricca di sorprese.

Attraverseremo bellissimi villaggi, oasi, incontreremo nomadi, affronteremo la discesa del Tifujar dove, arrivando dall’alto, rimarrete impressionati dal paesaggio. Giungeremo alla Vallee’ Blanche di Aostane e proseguiremo per raggiungere l’Oasi di Terjit e la sua magica sorgente, dove ci potremo rinfrescare con un bagno rigenerante circondati dal bellissimo canyon e dai suoi colori. Pique Nique.

Nel pomeriggio visita dell’enorme palmeto di Mhaïreth, uno dei più grandi dell’ Adrar. Partenza in direzione di Chinguitti passando accanto al Monte Zarga e allungando verso la Batha di Chinguitti. Notte in campo libero tra le dune di Chinguetti. La stima ed il recupero delle opere di Chinguetti è iniziato nel 1949 dopo una visita e un inventario pubblicato dal mauritano Mokhtar Ould Hamidoun. Descrisse le opere in mano ai privati custodite in maniera pessima, lacerate e rose dalle termiti. In mezzo a questa desolante situazione trovò testi antichi e preziosi e manoscritti rari. Il testo più antico custodito nella città è di Ebi Hilal el-Askeri, un testo di teologia autografo del 480 dell’Egira. Descrisse due grandi gruppi fra i testi, quelli di genere mauro e di genere egiziano. La provenienza è da Egitto, Siria, forse Turchia e dal Maghreb, identificabili per un genere di scrittura comune dell’attuale Marocco, Algeria e Tunisia. Fra i pezzi importanti ci sono due Corani, il primo detto di Buaïn çafra (Colui che ha l’occhio giallo) è un manoscritto orientale miniato da Mohammed Ben Abou’l Qayym el-Qawwal e Tebrizi. Su questo testo il cadì di Chinguetti faceva giurare i testimoni.

È conservata anche una produzione di eruditi locali, circa 240 volumi, di Ouadane, Oualata, Tichitt, Atar, Trarza e del Tagant con opere a volte in più volumi. Sono conservate anche una cinquantina di opere di Maa el Ainin stampate a Fez. Partenza su pista di sabbia per raggiungere il palmeto di Tenouchert, oasi perduta nel deserto, la cui gran parte è ormai sommersa dalla sabbia. Quest’incantevole oasi, circa a metà strada fra Chinguetti e Ouadâne, rappresenta un classico punto di sosta per molte escursioni in fuoristrada o a dorso di cammello. Raccolta intorno a una fonte d’acqua dolce, è la tipica oasi protetta da palme e circondata da dune di sabbia estese a perdita d’occhio. Da qualche anno stiamo collaborando alla creazione di una scuola, che oggi avrete modo di visitare. Qui ci aspettano il nostro campo per la notte e una serata tradizionale in compagnia dei nomadi.

GIORNO 4: CHINGUETTI – TANOUCHERT

Oggi prenderemo parte attiva al Festival Nomade. A differenza del Festival delle città carovaniere, di carattere più internazionale, questo festival ha un carattere più locale e meno turistico.

Oggi si raduneranno le varie tribù e dopo la cerimonia di apertura si darà il via ai giochi tradizionali. Nella cultura mauritana esistono giochi esclusivamente maschili (Em-Edghougha, Heibe, Towd, Dhamette, Khreibga, Diaro) e giochi esclusivamente femminili (es-sig, krour, Em-Ehmeidech, Chnague, lewzar, Sigueye, Salar).

Questi ultimi vengono di solito praticati al chiuso, nelle case o nelle tende, a differenza di quelli maschili che vengono svolti all’aperto. Cena e pernottamento in bivacco.

GIORNO 5: FESTIVAL NOMADE

GIORNO 6: TANOUCHERT – GUELB EL RICHAT – OUADANE

Di buon mattino partiremo per raggiungere il cuore dell’Adrar. Qui attraverseremo la Struttura di Richat, detta anche “l’occhio d’Africa”, o tradizionalmente Guelb el Richat, una formazione geologica circolare somigliante ad un cratere meteoritico dal diametro di circa 50 km. Considerato a lungo un enigma scientifico e visibile completamente solo dallo spazio, è circondato ancora oggi da un alone di mistero sulle sue origini. Theodore Monod, naturalista ed esploratore francese, arrivò qui per la prima volta nel 1935 e, affascinato dalle teorie sull’origine di questa formazione geologica, compì 124 spedizioni scentifiche.

L’ultima nel 1998, all’età di 96 anni. Grazie a lui abbiamo oggi una delle teorie più accreditate, ovvero che si trattasse di un vulcano di oltre 100 milioni di anni fa che è collassato su se stesso. Tuttavia, l’assenza di lava negli strati geologici fa si che ancora oggi persistano dei dubbi, portando a galla altre teorie, tra cui quella legata alla mitica città di Atlantide. Solo una cosa è certa… è talmente visibile dallo spazio che è diventata un punto di riferimento per gli equipaggi dello space shuttle. Proseguiremo quindi per Ouadane anch’essa patrimonio mondiale dell’UNESCO, città carica di storia. Fondata nel 1147 dalla tribù berbera Idalwa el Hadji, l’oro che proveniva dal Sudan veniva qui raffinato prima di essere trasportato verso l’Europa, in particolare verso le imprese commerciali portoghesi, che nel 1487 stabilirono qui una stazione di posta. Nonostante abbia quasi 900 anni, conserva ancora intatto tutto il suo fascino, anche se i suoi edifici sono ormai delle rovine. Ma all’epoca della sua costruzione era uno dei più importanti snodi commerciali di tutta l’Africa, e da qui transitavano le carovane che trasportavano sale, oro, datteri e altre merci di grande importanza. Pernottamento a Ouadane.

GIORNO 7: OUADANE – ATAR – REGIONE DI INCHIRI

Partenza per Atar, capoluogo della Regione dell’Adrar. Città carovaniera e crocevia, venne fondata nel XVII secolo. Oggi è una vivace cittadina dove i nomadi si recano per comprare o vendere le loro merci. La città è anche famosa per il suo palmeto verdeggiante, mantenuto da uno straordinario sistema di irrigazione. Si proseguirà dunque su asfalto e poi sabbia, per raggiungere la Regione dell’Inchiri. Qui si farà campo in mezzo al deserto tra Akjoujt e Benichab. Qui è molto forte la presenza di miniere di oro e rame, che la popolazione cerca sin dal V secolo. Ed è anche una zona molto ricca di acqua e coltivazioni. Proseguiamo attraversando il deserto, spostandoci dall’Oceano di Sabbia all’Oceano Atlantico. Lungo il nostro percorso faremo una sosta per il ristoro.

Continueremo quindi verso la costa fino a raggiungere Cap Tafarit. Si tratta di un capo roccioso situato proprio al centro del Parco Nazionale del Banc d’Arguin. Colonie di fenicotteri rosa, pellicani, aironi cinerini, gabbiani, granchi… senza dimenticare gli innumerevoli sciacalli presenti in zona. Grazie al fenomeno dell’upwelling gli alisei spingono al largo le acque di superficie, ma masse di acqua fredda ricchissime di sali minerali nutritivi salgono dalle profondità oceaniche ed il fitoplancton nutre e rende questo oceano il più pescoso al Mondo. Il Parco Nazionale del Banc d’Arguin copre un terzo della costa della Mauritania rendendolo uno dei più grandi parchi dell’Africa occidentale e Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

GIORNO 8: REGIONE DI INCHIRI – ARKEISS/CAP TAFARIT – BANC D’ARGUIN

Il Banc d’Arguin svolge un ruolo importante per il mantenimento della biodiversità marina e la protezione dell’ecosistema del golfo di Arguin. Come l’esploratore Theodore Monod, correremo lungo la battigia ed anche noi ci chiederemo quale dei due oceani, quello di sabbia o quello di onde, ci rapirà. Avremo l’opportunità di incontrare persone del luogo che vivono in modo semplice vivendo di pesca. Se ci sarà la possibilità saliremo a bordo di una feluca di legno e salperemo alla ricerca degli uccelli che abitano questo santuario ornitologico. Ritorneremo quindi a Arkeiss, per una cena e un pernottamento ai bordi dell’Oceano. È arrivato il momento di tornare verso Nouakchott, ma lo faremo in maniera insolita, ovvero attraverso la spiaggia. Percorreremo infatti diversi chilometri con ai nostri lati i due oceani, quello di sabbia e quello d’acqua. Lungo la strada avremo modo di incontrare diversi villaggi Imraguen.

La loro storia ci é stata raccontata da Plinio il Vecchio e in tempi più recenti da Jacques Cousteau, ma se saremo fortunati qui vi potremo assistere di persona. Cousteau aveva sentito parlare degli Imragen (o Imraguen), una tribù africana di poche centinaia d’individui stabilita presso le coste della Mauritania, ma di ceppo diverso dai Mauri, frutto, probabilmente, di un incrocio fra Mauri e Neri; e di come essi si spostassero, con le loro tende, da un punto all’altro del tratto compreso fra Capo Bianco e Capo Timiris, a seconda dei movimenti dei muggini, che qui formano dei banchi numerosissimi.

Gli uomini Imraguen utilizzano una tecnica di pesca particolare. Si immergono infatti nell’acqua bassa, con le loro reti. Quando, dalla riva, la vedetta avvista i banchi di cefali, inizia a sventolare il suo nero turbante, gli uomini in acqua iniziano a battere sulla superficie con i loro bastoni ed ecco la magia compiersi. All’orizzonte appaiono le pinne! I delfini corrono in aiuto dei loro amici Imraguen spingendo i cefali verso le reti. Ai pescatori non resta che chiudersi a cerchio e trascinare le reti, ora cariche di pesce, a riva. I delfini verranno ricompensati dai pescatori che condivideranno con loro parte del pescato. Prima di tornare nel caos della capitale ci godremo un ultimo campo tendato e un’ultima cena cullati dal rumore dell’Oceano Atlantico, nei pressi di Nouamghar.

GIORNO 9: BANC D’ARGUIN – I DUE OCEANI – NOUAMGHAR

GIORNO 10: LA SPIAGGIA DI NOUAKCHOTT

È arrivato il momento di lasciare per sempre la sabbia e tornare a Nouakchott, dove giungeremo in tarda mattina. Nel pomeriggio ci sarà la possibilità di visitare il Museo Nazionale della Mauritania o il coloratissimo Port de Peche.

Dopo cena, trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo di rientro in Italia.

GIORNO 11: RIENTRO IN ITALIA